Il 16% delle 26 mila parrocchie italiane ha un proprio sito, e 7 parrocchie su 10 hanno una connessione ad Internet. E' quanto emerge da un’indagine commissionata dall'Associazione Webcattolici (www.wwebcattolici.it).
L'indagine, ha spiegato don Domenico Pompili, direttore dell'Ufficio nazionale della Cei per le comunicazioni sociali, e' una "dimostrazione dell'approccio positivo e creativo" che la Chiesa ha nei confronti di Internet, oltre che una riprova del "valore del territorio, che Š sempre stata la categoria con cui la Chiesa ha identificato se stessa, e che oggi oltre alla accezione geografica assume una sembianza diversa: quella del 'territorio virtuale', che esprime sempre quella prossimità di cui la Chiesa sente di non poter fare a meno, nel suo rapporto con la gente".
La ricerca di Perugia è un'indagine campionaria rappresentativa che ha coinvolto 1.338 parrocchie italiane: quasi l'86% di esse posseggono un computer e nel 70% dei casi esiste una connessione ad Internet; circa il 62% delle comunità parrocchiali ha un indirizzo di posta elettronica. Quanto alla dislocazione geografica dei siti Parrocchiali non esistono sproporzioni tra i dati del Nord, del Centro e del Sud: anzi, se rapportati al numero delle parrocchie, in proporzione al Sud ci sono più siti di quanto non accada al Nord.
Due le tipologie principali dei siti Internet parrocchiali, rivela la ricerca di Perugia: il "sito informativo", di carattere "turistico- identitario", destinato "non ai fedeli ma ai visitatori", dove dominano informazioni su bellezze e ricchezze artistiche e architettoniche della parrocchia, e il "sito comunitario", finalizzato a "costruire una comunita"'.
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