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Città del Vaticano, 20 gen. (Adnkronos) - Il 16% delle 26mila parrocchie italiane ha un proprio sito, e 7 parrocchie su 10 hanno una connessione ad Internet. E' quanto emerge da un'indagine sulle parrocchie italiane su Internet, condotta da Paolo Mancini, docente di Sociologia della comunicazione dell'Università di Perugia e da Rita Marchetti, dottoranda dello stesso ateneo, e commissionata dall'Associazione Webcattolici www.wwebcattolici.it.
L'indagine, ha spiegato don Domenico Pompili, direttore dell'Ufficio nazionale della Cei per le comunicazioni sociali, intervenendo oggi al Convegno 'Chiesa in rete' - promosso dall'Ucs e dal Servizio Informatico della Cei - è una dimostrazione ''dell'approccio positivo e creativo'' che la Chiesa ha nei confronti di Internet, oltre che una riprova del ''valore del territorio, che è sempre stata la categoria con cui la Chiesa ha identificato se stessa, e che oggi oltre alla accezione geografica assume una sembianza diversa: quella del 'territorio virtuale', che esprime sempre quella prossimità di cui la Chiesa sente di non poter fare a meno, nel suo rapporto con la gente''.
La ricerca di Perugia è un'indagine campionaria rappresentativa che ha coinvolto 1.338 parrocchie italiane: quasi l'86% di esse possiede un computer e nel 70% dei casi esiste una connessione ad Internet; circa il 62% delle comunità parrocchiali ha un indirizzo di posta elettronica. Tutto ciò, ha spiegato Mancini, nonostante l'età piuttosto elevata dei parroci, che nel 44.9% dei casi ha oltre 60 anni: ''Più del 50% dei parroci utilizza almeno una volta al giorno il computer''.
Quanto alla dislocazione geografica dei siti parrocchiali, stando ai dati della ricerca presentata oggi al Convegno Cei - la cui prima parte riguarda un campione di dati raccolti tra marzo e aprile del 2007 - non esistono sproporzioni tra i dati del Nord, del Centro e del Sud: anzi, se rapportati al numero delle parrocchie, in proporzione al Sud ci sono più siti di quanto non accada al Nord.
A parere dell'esperto, ''la Chiesa rispetto ad Internet è in una posizione avanzata, sia per una opzione di maturità, sia per la consapevolezza di trovarsi di fronte a uno strumento di comunicazione diverso dagli altri media''.
Internet, infatti, ''non è solo uno strumento di comunicazione, ma anche di organizzazione, che contrariamente ai precedenti media - rispetto ai quali spesso la Chiesa e gli stessi media si sono trovati su versanti contrastanti - consente un'azione di evangelizzazione''.
Due le tipologie principali dei siti Internet parrocchiali, rivela la ricerca di Perugia: il ''sito informativo'', di carattere ''turistico- identitario'', destinato ''non ai fedeli ma ai visitatori'', dove dominano informazioni su bellezze e ricchezze artistiche e architettoniche della parrocchia, e il ''sito comunitario'', finalizzato a ''costruire una comunità''.
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