Home
[STAMPA]

DA "COMUNICAZIONE E MISSIONE. DIRETTORIO SULLE COMUNICAZIONI SOCIALI NELLA MISSIONE DELLA CHIESA".

  • LE NUOVE FRONTIERE DELLA COMUNICAZIONE
  •  

    169. SCENARI IN CONTINUO CAMBIAMENTO
    Nella trasformazione tecnologica in atto e nello scenario della rapida evoluzione che si registra nel campo informatico e della comunicazione, un posto di crescente rilevanza assumono internet e, più ampiamente, lo spazio virtuale. Internet è un po’ radio, un po’ televisione, un po’ giornale, un po’ posta espressa; è un ibrido da esplorare con attenzione e curiosità. I nuovi media sono strumenti da valutare e utilizzare con spirito critico al pari degli altri. Questo spazio virtuale costituisce un campo ampio, aperto, dai contorni ancora indistinti, impossibile da ridurre a una sola componente. È votato a interconnettere e mettere in relazione tra loro i dispositivi di produzione, di registrazione, comunicazione e simulazione. Diverse forme di integrazione tra queste tecniche e i media tradizionali (telefono, cinema, televisione, libri, giornali, musei) sono già in atto. Gli sviluppi possibili sono straordinari.

    170. NECESSITÀ DI INTERPRETARE LE TRASFORMAZIONI
    Più che uno strumento, lo spazio virtuale è un nuovo contesto. Stanno cambiando i concetti di spazio e di tempo. È vero che la multimedialità esisteva prima dell’avvento delle nuove tecnologie, ma oggi è attuata in modo nuovo enfatizzandone il rilievo sociale: qualsiasi suono, musica, colore, immagine fissa o in movimento, variazione della luminosità, parola scritta e parlata, espressione tattile, può essere trasformato in sequenze numeriche e trasmesso su un unico canale. Può essere manipolato, smontato e ricostruito. È in atto un passaggio da mezzi di massa a media molto personalizzati: ognuno, cioè, può costruire il proprio medium. Sono le conseguenze di una interattività strutturale che non deve distogliere, comunque, dalla necessità di una rete in cui vanno veicolati, scelti, immessi, offerti i contenuti.

    171. LA CHIESA DI FRONTE ALLE NUOVE TECNOLOGIE
    Questa convergenza tra informatica, media e tecnologie della comunicazione interpella la comunità ecclesiale. Il mondo è sottoposto a profonde trasformazioni che sospingono l’economia, la società, la vita privata degli individui e il loro senso religioso verso una nuova era. A questo processo la Chiesa deve partecipare pienamente, forte del suo patrimonio di saggezza, visione antropologica e tradizioni culturali, religiose e sociali. La nascente cultura segnata dalla presenza di media elettronici pervasivi e potenti solleva nuove domande, ma offre anche nuove opportunità per la comunicazione religiosa, la formazione e la stessa ricerca teologica.

    172. CAMBIANO LA FISIONOMIA E LE DINAMICHE DELLA COMUNICAZIONE SOCIALE
    Non basta travasare le espressioni della fede, i valori etici o i modelli di pensiero e di vita cristiani nei nuovi contesti comunicativi. L’inculturazione della fede non si riduce a questo. Se lo spazio virtuale non è un semplice strumento o un canale attraverso cui le persone comunicano, ma un contesto in cui gli stessi utenti sono in grado di cambiare la fisionomia e le dinamiche della comunicazione, all’interno di questo mondo la comunità ecclesiale deve essere, oltre che presente, anche consapevole delle sfide culturali che l’attendono. I media interattivi permettono agli individui di navigare all’interno di enormi database di testi, suoni, grafica e video, attraverso elementi informatici senza punti di riferimento e senza gerarchie o fonti di garanzia. Dal punto di vista religioso tutto questo può favorire fenomeni, già ampiamente diffusi e quanto mai pericolosi, come il sincretismo o la relativizzazione delle verità della fede. La rapida espansione di internet sta conducendo alla creazione nello spazio virtuale di nuove comunità virtuali di apprendimento. È un fenomeno complesso da seguire con attenzione per elaborare riposte pastorali pertinenti ed efficaci.

    173. COMUNICARE IL VANGELO NELL'ERA VIRTUALE
    La presenza religiosa nello spazio virtuale è ampia e cresce di continuo. Ogni giorno diocesi e istituzioni cattoliche (università, scuole, comunità religiose, aggregazioni ecclesiali) entrano in questo spazio virtuale. Siamo invitati a non esitare a utilizzare la “rete delle reti” in riferimento all’evangelizzazione154. Anche in questo mondo è possibile parlare del Vangelo, incontrandosi per condividere opinioni religiose, trovare sostegno nei momenti di crisi di fede, evocare e creare spazi nuovi di spiritualità. È possibile ricreare un contesto virtuale di formazione ed evangelizzazione analogo a quello reale, senza alcuna pretesa di sostituire la relazione interpersonale o la dimensione sacramentale della fede, senza pregiudizi né eccessi di entusiasmo. Il Vangelo merita di essere annunciato ed innestato anche in questo nuovo spazio comunicativo e di relazione. Per molti navigatori della rete informatica potrebbe non esserci altro modo di essere raggiunti dall’unica parola che salva.


     

  • LE ASSOCIAZIONI CATTOLICHE NEI VARI AMBITI MEDIATICI
  •  
    174. RETI DI COLLABORAZIONE E DI AIUTO
    Ogni iniziativa mediatica sostenuta dalla comunità ecclesiale, locale e nazionale, deve poter contare sul sostegno di tutti i fedeli, anche se non direttamente coinvolti. Nello stesso tempo, quanti concretamente operano nei vari ambiti mediatici devono poter contare su reti di collaborazione e di aiuto. A questo scopo, varie associazioni cattoliche promuovono momenti d’incontro, formazione, coordinamento e offrono sostegno agli operatori dei media.

    175. ASSOCIAZIONI NAZIONALI RELATIVE AI MEDIA
    Tra queste, per la consolidata tradizione e il prezioso servizio svolto, rivestono un particolare ruolo la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), che riunisce i settimanali delle diocesi italiane; l’associazione Corallo (Coordinamento Radiotelevisioni Libere Locali), a cui fanno capo le emittenti radiofoniche e televisive cattoliche coordinate a livello nazionale e regionale attraverso apposite sezioni; l’Uelci (Unione Editori Librai Cattolici Italiani), che riunisce le principali case editrici cattoliche; l’Acec (Associazione Cattolica Esercenti Cinema), punto di riferimento per l’attività delle sale cinematografiche, e più in generale per le sale della comunità; per l’ambito teatrale il riferimento è costituito dalla Federgat (Federazione dei Gruppi di Attività Teatrale).

    176. LE ASSOCIAZIONI CON FINALITÀ FORMATIVE E CULTURALI
    Non meno importanti sono le associazioni che promuovono la presenza dei cattolici in determinati settori della comunicazione, offrendo su scala nazionale la possibilità di condividere finalità e obiettivi, secondo quanto stabilito nei rispettivi statuti. Tra di esse l’Ucsi (Unione Cattolica Stampa Italiana), che riunisce giornalisti e operatori cattolici della comunicazione, e l’Aiart (Associazione Italiana Ascoltatori Radio Televisivi), con il duplice obiettivo di formare criticamente gli utenti e far sentire la loro voce in particolare quando un programma lede la dignità delle persone, soprattutto dei minori. Numerose associazioni riuniscono gli appassionati di cinema, svolgendo una preziosa attività culturale. Al fine di favorire la riflessione e il coordinamento di varie associazioni nazionali che si interessano alla comunicazione, è stato costituito il Copercom (Coordinamento per la comunicazione). È presente anche l’associazione WeCa (Webmaster Cattolici Italiani) per tutti i cattolici che operano in internet. L’attività di queste associazioni viene coordinata a livello nazionale anche tramite un’apposita consulta costituita presso l’ufficio nazionale per le comunicazioni sociali.

    177. PER UNA PRESENZA ORGANIZZATA E INCISIVA
    Queste e altre realtà associative promosse da cattolici sono espressione della comunione ecclesiale e dell’impegno per una presenza organizzata e significativa, il più possibile capillare. Spesso operano senza il necessario sostegno delle realtà ecclesiali, né adesioni e collaborazioni in ambito locale, quando invece dovrebbero essere aiutate con convinzione. Maggiore collaborazione va attivata anche tra media e centri culturali, sempre nell’ottica del progetto culturale.


     


    [STAMPA]